[1901-1902] s.i.d., [Roma]
Descrizione:
Testo manoscritto di G. Boni nel quale lo studioso esprime le sue considerazioni sul tratto della Via Sacra che risale l’altura della Velia.
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Trascrizione:
"VIA SACRA ad Janum o sub Iovis
\r\nLa larghezza del Foro Romano è ora ben determinata mercé lo scavo che ha rimesso in luce buon tratto del margo di travertino e del selciato della strada che dall’arco di Fabio all’ingresso orientale del Foro doveva venire dritto al Comizio, cui sostava la dea pacificatrice nel tempio della Concordia. Il prolungamento di questa strada, forse la sacra di Varrone, era chiamata Sacra via dal popolo e fu un proprio clivo (da non confondere col clivus sacer che saliva al Campidoglio) montava alla Summa Sacra Via. Prolungandola nella stessa direzione per rispetto alla caratteristica degli antichi romani di tirar sempre dritto, la strada arriverebbe a imboccare l’asse maggiore del Colosseo. Che il massimo edificio di Roma, l’anfiteatro flavio sia stato costruito senza raccordo topografico non è ammissibile, né che lo stagno di Nerone ed il colosso fossero collocati a caso nel palazzo neroniano che prima di aver nome di domus aurea aveva quello di transitoria.
\r\nLa difficoltà maggiore che si presenta è quella di spiegare la posizione dell’arco di Tito in quella che ora si chiama la Summa Sacra Via. Ogni difficoltà sparisce supponendo che l’arco di Tito sorgesse in origine sulla Sacra via di fronte all’anfiteatro e fosse poi spostato da Adriano, quando costruì il tempio di Venere e Roma. Gli storici non parlano di questo spostamento, ma ci hanno tramandato il ricordo invece di quello del Colosso di Nerone (già spostato da Vespasiano quando lo dedicava al Sole) perché venne fatto trascinare da ventiquattro elefanti; ma è da tener conto che il Nibby avvertiva essere il tracciato originario della Via Sacra presente sotto la cella abbinata del tempio adrianeo e pur adrianee sono le murature e la cloaca sottostante alla strada che dall’arco di Tito va alla meta Sudante. Colle esplorazioni ulteriori, i monumenti diranno il resto; per ora basti il riflettersi di quali importanti problemi di topografia romana sia dato ormai se non altro la esistenza".
\r\nBF SSBAR, Documenti Boni, b. 29, fasc. 5, cc.ss. 2-3.
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Collezione:
Documentazione scavi "G. Boni"