[1900-1901] s.i.d., [Roma]
Descrizione:
Testo manoscritto, privo di firma, con correzioni autografe di G. Boni; descrive il Pozzo 9 (Pozzo E, già Pozzo G) rinvenuto lungo la Via Sacra, a sinistra scendendo, in corrispondenza del limite tra la Basilica di Massenzio e il cd. Portichetto Medievale (fig. 14 P9), nonché i materiali rinvenuti nello svuotamento. Le strutture menzionate nel manoscritto, identificate nella fig. 26, sono indicate nella trascrizione del testo tra [( )].
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Trascrizione:
"Via Sacra
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\r\nPozzo E (1° a destra del Clivo) [Pozzo 9; già Pozzo G]
\r\nQuesto pozzo [(P9)] si rinvenne ad una profondità di circa 2 metri dal piano stradale, a destra [sic, ma a sinistra] della Via Sacra scendendo il clivo e precisamente di fronte al terzo arcone della Basilica di Costantino.
\r\nIl pozzo trovasi incassato fra tre muri: quello ad Est alto per un massimo di m. 0,85 sulla bocca del pozzo di muratura a sacco, nella parte inferiore, e da m. 0,40 in su dalla bocca del pozzo, di opera reticolata di m. 0,04 di lato [(m19)], l’altro a Sud a sacco [(m59)], e l’ultimo al Nord da cui dista un minimo di m. 0,15 di blocchi di tufo squadrati, lunghi m. 0,81, alti m. 0,35 e grossi m. 0,46 [(m20)].
\r\nIl pozzo non risulta perfettamente circolare, ma nel lato Sud - Est è a forma di angolo ottuso, composto di due linee curve. La bocca del pozzo ha un diametro di circa metri 0,50 ed è composta di blocchi di tufo alti metri 0,20 e largi m. 0,30 circa. La canna, dal diametro di m. 0,65, è rivestita con lastre di tufo lavorato in curva dell’altezza media di m. 0,70, larghe m. 0,40 e grosse m. 0,08. Ogni anello orizzontale di rivestimento è formato da 5 lastre, tre delle quali recano incavate due pedarole trapezoidali.
\r\nNella fila di lastre rivolta a Sud le pedarole si arrestano alla quarta per proseguire nelle file ad Est e ad Ovest fino alla undicesima.
\r\nIl lato Nord-Ovest del pozzo è mancante di due file di lastre133.
\r\nIl pozzo, che ha la profondità di metri 4,35, era ripieno di terra di scarico, tra cui si rinvennero, dalla 1a alla 8 a pedarola, frammenti d’intonaco di varii colori, in cui predominano il rosso ed il nero, e frammenti di pavimento in mosaico. Dall’8a alla 11 a pedarola, fondo del pozzo, si trovarono un peso di terracotta, un frammento di peso in selce, levigatissimo, un mattoncino di opus spicatum, alcuni piccoli cocci di vasi, frammenti di oggetti in ferro, dalla ruggine impastati con la ghiaia stesa come filtro in fondo al pozzo. Lo scavo penetrò a 20 centimetri dal fondo del pozzo nell’argilla gialla sabbiosa".
\r\nBF SSBAR, Documenti Boni, b. 29, fasc. 11, cc.ss. 1-2.
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Collezione:
Documentazione scavi "G. Boni"