[1900-1901] s.i.d., [Roma]
Descrizione:
Relazione manoscritta, anonima, con descrizione dei rinvenimenti effettuati lungo la Via Sacra, a destra scendendo, nel tratto compreso tra la chiesa di Santa Francesca Romana e la Basilica di Massenzio, già considerati alle schede doc. 30 e doc. 31. In particolare il testo corrisponde a quello alla scheda doc. 30.
\r\nLe strutture menzionate nel manoscritto, identificate nelle fig. 14 e fig. 21, sono indicate nel testo tra [( )].
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Trascrizione:
"Esplorazione del clivo della Via Sacra, nell’area compresa tra il tempio di Venere e Roma, la basilica di Massenzio e il portichetto medievale.
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\r\nDa sotto la platea del tempio di Venere e Roma, nell’interno della chiesa di S. Francesca Romana, a m. 7,50 di distanza dalla soglia della porta laterale a sud, parte una chiavica [(f1)], che, traversando sotterraneamente, in tutta la sua lunghezza, la detta chiesa scende giù per la Via Sacra. Sopra la copertura della chiavica poggia un tratto del nucleo della gradinata del Tempio di Venere e Roma [(a2)], largo m. 1,60, in prosecuzione a quella visibile tra l’Arco di Tito e il fianco sud della chiesa. Appoggiato a questo nucleo trovasi un resto di lastricato [(a1)], lungo m. 3,60, largo m. 1,80, a poligoni irregolari di selce.
\r\nLa chiavica è alta m. 1,10; nelle sponde e m. 1,60 nel mezzo, larga m.0,80, ha le pareti costruite di mattoni rossi, grossi m. 0,04, dieci filari, compresa la malta, misurano m. 0,50, a platea di tegoloni bipedali, e copertura di tegoloni simili disposti a cappuccio. Voltando ad ovest, al termine del lastricato, verso l’ingresso della chiesa, forma un angolo ottuso molto aperto, ricevendo nel vertice, da est un piccolo braccio di una chiavica [(f2)]di costruzione simile, larga m. 0,45, poi continua rettilinea obliqua, per m. 7,40, risvolta nuovamente in direzione ovest, ad angolo ottuso molto aperto, e dopo m. 3,40 di percorso rettilineo, forma un terzo angolo ottuso molto aperto, e dopo m. 3,40 di percorso rettilineo, forma un terzo angolo ottuso, verso est.
\r\nIn questo angolo nel mezzo del lastricato chiavica, si rinvenne il pozzo repubblicano (lettera A) [Pozzo D; Pozzo 3] [(P3)] del diametro di m. 0,80, rivestito da anelli di tufo leucitico, alti m. 0,70 ciascuno dei quali composto di sei lastre curve, grosse m. 0,08. Ciascuna di quelle rivolte ad est e ad ovest ha incavate due pedarole, quasi semicircolari, una nel mezzo e l’altra nel piede. Il pozzo poté venire spurgato fino alla profondità di m. 24, vale a dire di 33 anelli di lastre di tufo e di 66 pedarole, senza però trovarne il fondo; dovetti sospendere lo spurgo perché diveniva troppo faticoso il vuotamento dell’acqua e perché le candele cominciavano a spegnersi nell’aria viziata. Fino a m. 11 era colmato di terra di scarico, e a quella profondità si rinvenne un masso di muro grosso m. 0,40 a scaglioni di tufo, e terra sabbiosa bruna. A m 18, terra, mista a granelli di sabbia giallastra; a m. 24 terra sabbiosa giallastra.
\r\nA distanza di m. 0,56 dalla sponda nord-ovest del pozzo, riesce a sboccare un’altra chiavica [(f3)], formata, da un braccio rettilineo, obliquo, lungo m. 4,40, largo m. 0,55, ricurvo all’estremità per m. 0,80, che a m. 1,80, formando un angolo retto risvolta a sud-est per m. 2,20 circa, con una larghezza di m. 0,85.
\r\nLa chiavica principale prosegue poi rettilinea per m. 4,00 formando quindi un muovo angolo ottuso a nord-ovest, e procedendo innanzi in linea retta per m. 3, uscendo per m. 0,80 fuori del muro di facciata della chiesa di S. Francesca Romana, si spezza in un altro angolo ottuso amplissimo. Da questo punto, prosegue, quasi diritta per m. 19,80, a m. 4,75 vi si apre un chiusino di m. 0,58 x 0,63, e a m. 13 si piega in angolo ottuso a nord-ovest; poi forma un piccolo angolo ottuso al suo termine, poi un altro ancora, e quindi, con una larghezza di m. 0,50, prosegue rettilinea per m. 8. Di nuovo si spezza ad angolo ottuso, e nel cui vertice è un chiusino di m. 0,60 x 0,60, quindi prosegue rettilinea per m. 7,75, sboccando nella grande chiavica che corre sotto il lastricato della Via Sacra lasciando a m. 6,70 un chiusino di m. 0,60 x 0,60.
\r\nNel fianco sud della chiesa di S. Francesca Romana, circa m. 0,70 prima di giungere al secondo pilastro di travertino del portico della chiesa stessa, si scoperse, distante dalla parete della chiesa m. 0,80 circa, alla profondità di circa m. 1,00 dal piano stradale, un residuo di pavimento ad opus spiccatum [(a3)], formato a mattoncini di m. 0,10 x 0,047 x 0,02, che misura m. 1,50 x 1,00. Quasi davanti il prospetto della chiesa, tra gli avanzi di due lunghi muri a pietrisco rettilinei e paralleli e la chiavica principale a nord-ovest, poggiato [sic] al primo di questi, rimangono avanzi di platea [(m41)] a scheggioni di travertino, tufo rossiccio gialliccio, che misurano un massimo di m. 5,20 x 3,80.
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Chiaviche166
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Queste fondamenta hanno, a sud-est, una chiavichetta [(f19)], che sembra provenire dalla fronte della Chiesa di S. Francesca Romana, che per una lunghezza di m. 2,20 con una larghezza di m. 0,40 è addossata alla platea, e quindi, allo spigolo terminale di questa, formando un angolo ottuso, con una lunghezza di m. 2,60 e una larghezza di m. 0,60 va ad unirsi alla chiavica principale [(f1)] che passa sotto la platea di S. Francesca tra la chiavica principale di S. Francesca e il primo muro. Davanti alla massicciata distante da questa m. 0,60 è un avanzo di pavimento ad opus spicatum [(a5)] di m. 1,90 x 1,05, a mattoncini di m. 0,10 x 0,02. Ai piedi di questo, a nord ad esso parallelo, s’allunga per un massimo di m. 9,80 x 1,05 circa un muro a sacco [(m42)], cui è parallela una chiavica [(f4)] lunga m. 17,80, larga m. 0,75, che dal primo dei due grossi muri laterali, proseguendo rettilinea per m. 11,80 passa un pavimento ad opus spicatum [(a6)] di cui daremo poi atto, sotto cui passa leggermente ad angolo ottuso, e quindi s’arresta. Al di là del muro a sacco, a ovest appresso alla cloaca, s’apre addentrandosi per m. 0,50 verso un granaio cilindrico [già Granaio B] [(B)], di m. 1,52 di diametro, profondo m. 2,15, rivestito di lastre di tufo leucitico, intonacate nell’interno e rivestite all’esterno con uno strato isolante di argilla rossa, grosso m. 0,75. Il fondo del granaio è concavo, costruito in coccio pesto, e con una orlatura a cordone che lo salda all’intonaco delle lastre verticali.
\r\nIl granaio è circondato da costruzioni massicciate o platee, a sud ovest, di m. 4,40 x 3,35 [(m43)], a cui a sud è attaccato lasciando un’apertura trapezoidale rettangolo [sic] di m. 2 di base e lati di m. 1,20 e 0,80 un’altra di m. 7,20 di lunghezza per m. 1,57 di larghezza massima [(m44)].
\r\nQuesta massicciata poi, al suo termine, ne incontra un altro largo [sic] m. 4 e grosso m. 0,65 [(m45)]che parte rettilineo con direzione nord dalla sponda del granaio; dal loro tratto d’incontro parte un muro rettilineo [(m6)], in direzione nord, lungo m. 5,10 grosso m. 0,60 che viene tagliato in due dalla chiavica che parte da sotto la chiesa di S. Francesca Romana, di fatturaassai accurata, a mattoni triangolari rossi, di m. 0,04 di grossezza; dieci filari, misurano, compresa la malta m. 0,49. Perpendicolare ad essa, e parallela a quella massicciata che misura m. 7,20 x 1,57 [(m44)], è una chiavica [(f20)], larga m. 0,60 che dopo un percorso rettilineo di m. 5,40, in direzione ovest, piega ad angolo ottuso percorre m. 4,60, ricevendo a m. 3,55, la cloaca che passa sotto la Via Sacra [(f10)] e della quale poi parleremo, poi volte di nuovo, formando angolo ottuso, e percorso [sic] m. 1,70 fa un nuovo angolo ottuso, e dopo m. 1,80 finisce nella chiavica che parte da S. Francesca Romana, sotto l’ultimo suo chiusino [(a28)]. Appoggiato nord-ovest di questa chiavica, nello spazio compreso tra essa, e quella di S. Francesca, è una massicciata grossa da m. 0,60 a m. 1,60 a forma di trapezio [(m46?)] e che rinserra uno spazio, pure trapezoidale, con le due basi di m. 3,80 di lunghezza, e i due lati di m. 1,80. Nel lato ovest è però mancante di m. 1,20, nell’angolo che questo fa col lato sud.
\r\nRitornando indietro, davanti la scalinata della chiesa di S. Francesca Romana, ad est della chiavica, che parte o scende da essa, sopra la chiavica trasversale che finisce al primo muraglione di massicciata [(f4)], è un tratto di pavimento ad opus spicatum [(a6)] di circa m. 4,60 x 4,40, a mattoncini di m. 0,10 x 0,02, mancante in qualche punto, nel mezzo, sovrapposto ad una platea di pietrisco [(m47)], di cui ve n’ha ad est sporgente dal pavimento un tratto di m. 2,20 x 2,80, cui segue a distanza di m. 0,40 un altro di m. 1,20 x 45 e distante m. 0,50 un altro di m. 0,95 x 0,55.
\r\nA nord ovest del pavimento, è un’altra platea, a massicciata [(m48?)] lunga per un massimo di m. 13,40 e larga m. 6,30, che dalla Basilica Massenziana giunge fino alla chiavica di S. Francesca Romana a cui si appoggia terminando sotto. Il muro è tagliato da una chiavica [(f5)] che dalla Basilica scende fino alla chiesa di S. Francesca Romana, larga m. 0,55, che dopo m. 1,20 dal suo inizio, ove la platea è rimasta per m. 1,20 x 1, piega ad angolo ottuso e con un percorso rettilineo di m. 11,00 sbocca nella chiavica di S. Francesca. La platea sul lato nord est, ha due blocchi di tufo [(m5)], squadrati a rettangolo, attigui l’uno all’altro, uno di m. 1,20 x 0,60 e l’altro di m. 0,80 x 0,60.
\r\nAttaccato 167 a questo è un’altra platea, della stessa costruzione, di forma quasi trapezoidale, che misura m. 3.70 x 5.60, in cui venne scavata una chiavica larga m. 1.37 di cui ne vennero scoperti m. 3.20168 e che ha una chiusa di m. 0.45 x 0.45".
\r\nBF SSBAR, Documenti Boni, b. 29, fasc. 10, cc.ss. 4-8.
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Collezione:
Documentazione scavi "G. Boni"