1900 maggio 16, [Roma]
Descrizione:
Testo manoscritto, privo di firma, con breve descrizione dello scavo del Pozzo 5 (Pozzo C, già Pozzo D) situato lungo la Via Sacra, a destra scendendo, di fronte all’ingresso della Basilica di Massenzio (vd. scheda dis. 13 e fig. 14 P5), nonché dei materiali recuperati, riportati in base alle pedarole di riferimento, come si riscontra nelle annotazioni che completano il disegno di cui alla scheda doc. 7 e alla scheda dis. 6.
\r\nTra i reperti si distinguono parte di un puteale in tufo cappellaccio e la bocca di un altro pozzo sempre in tufo; entrambi sono molto probabilmente rappresentati nel disegno a firma di R. Morigi di cui alla scheda dis. 49 (fig. 120); nella sezione del pozzo, di cui alla scheda doc. 7, sono raffigurati in corrispondenza, rispettivamente, delle pedarole 48/49 e 45. Per il "puteale di tufo cappellaccio" menzionato tra i reperti vd. scheda dis. 49 (fig. 120 a); per il frammento di bocca di pozzo, circolare, vd. scheda dis. 49 (fig. 120 b).
\r\nNella trascrizione, entro [( )], sono segnalate le emergenze archeologiche evidenziate nella fig. 14.
Trascrizione:
"Via Sacra
\r\nPozzo C [già Pozzo D; Pozzo 5] [(P5)]
\r\nÈ sito a sinistra, salendo il clivo della Via Sacra, tra questa ed il muro di limite della Basilica Costantiniana; precisamente, sotto questo muro, da cui dista metri 1.75, di fronte al secondo arcone della stessa Basilica, appoggiato a nord ovest ad un muro a sacco di tegolozza, blocchi e scaglie di marmo bianco e scaglie di selce, che si trovava sotto il rialzamento imperiale della Via Sacra, e che venne poi sopraelevato da un muro a cortina, costrutto proprio sui selcioni della nuova Via, venendo ad avere un’altezza di metri 1,44 per una lunghezza di m. 7,86 [(m17)]. Perfettamente circolare, ha un diametro di m. 0,80 e una profondità di metri 20,10. è rivestito tutto di lastre di tufo leucitico ricurve alte m. 075, larghe 0,42, spesse 0,09.
\r\nOgni anello di rivestimento comprende sei lastre. Due serie di lastre, quella a Sud e l’altra a Nord, recano incavate pedarole triangolari. Ogni lastra, come di solito, ne ha due, una nel mezzo, l’altra nella commettitura. Le pedarole sono in tutto 56. Il pozzo era ripieno di terra di scarico soltanto, dalla 1a alla 9a pedarola. Alla 10ª si rinvennero cocci di terra rossa e dipinti in nero. Dalla 10 a alla 20a un peso di terracotta, pezzi di ferro rosi dalla ruggine, frammenti d’intonaco scorniciati e colorati in rosso e in nero, uno stilo d’osso, un fondo di un piccolo vasetto d’alabastro, frammenti di marmo, appartenenti a pavimenti, pezzetti di mosaico bianco da pavimento, frammento di coperchio di olla, tre coppette frammentate, una zanna di cinghiale, una valva di conchiglia, frammenti di vetro turchino, pezzi di vasi, di elegante lavoro e di sottile terracotta, di fine impasto, pezzetti di tufo. Da 30 a 34 pedarole: tessere di mosaico sciolte in gran quantità, pezzi di pavimento in mosaico, altri grossi pezzi simili d’opus signinum, piccoli frammenti d’intonaco colorato. Da 36 a 37 pedarole: frammenti di vasi in terracotta grezza e colorata in nero fina e ordinaria, un vaso di terracotta rossa, frammenti di ossa, molti e grossi residui di legno carbonizzato, ghiande bruciacchiate, dadi di mosaico bianco, frammenti di marmi varii, pezzi di ferro, grosso frammento di legno a semicerchio, recante nella metà superiormente un pernio [sic] di piombo che vi si adatta.
\r\nA 37 pedarole: un orlo di piattello etrusco-campano, e tre monete di rame, tutte ossidate e irriconoscibili.
\r\nA 40 pedarole: cocci di vasi ordinari e fini, ossa di animali, una moneta di rame.
\r\nA 41 pedarole: una moneta di rame.
\r\nDa 42 a 43 pedarole: un vasetto di terracotta naturale, senza manico, uno nero, striato, con manico, un coperchio di pila, intero, frammenti di legno carbonizzato, frammento di vaso, più grosso dei due precedenti, con manico.
\r\nDa 45 a 46 pedarole, l’8 Maggio 1900: Acerra di bronzo THEVDA con i piedi ad artiglio, frammenti di candelabri in ferro, monete, paste vitree, lucerne, ciotole, vasetto, balsamari, calici, parecchi fondi d’anfore comuni, frammento inferiore di grossa anfora, altro simile, più piccolo molti grossi cocci d’anfore, frammenti di vaso nero, pezzi di legno carbonizzato, pezzi di ferro rosi dall’ossido, fondo di vaso, mandibole di maiale frammento di olla con graffito.
\r\nDa 46 pedarole in giù, non più terra di scarico, ma terra sabbiosa, magra.
\r\nA 50 pedarole: piccoli frammenti di vasi neri e rossi, ossa d’animali, tra cui parecchie mandibole, sassetti, ghiaia, due frammenti di legno carbonizzato, dadetti di mosaico, frammento di vaso nero.
\r\n\r\nA 52 pedarole: ossa di animali, sassolini, frammenti di vasi rossi e neri.
\r\n\r\nDa 54 a 56 pedarole: uncini di ferro, e altri frammenti non identificabili, dello stesso metallo; frammenti di vasi etrusco-campani?, di finissima fattura, frammenti di vasi di color nero argentino, legno carbonizzato, ghiaia, sassolini, ossa di animali frammenti di vasi ordinari.
\r\nAl fondo del pozzo si rinvennero grosse scaglie di tufo cappellaccio, lo stesso del rivestimento, e che il lungo soggiorno nell’acqua ha reso simile alla creta comune.
\r\nNell’interno di questo pozzo si scoperse una metà superiore circolare d’un puteale di tufo cappellaccio, in due pezzi, scorniciati, riuniti del diametro interno di m. 0,37, grossi m. 0,07 e nell’orlo scorniciata [sic] m. 0,09, alti al massimo m. 0,30 che per la sua piccola apertura doveva certamente appartenere ad altro pozzo che questo.
\r\nPoi 5 grossi frammenti di bocca da pozzo in tufo rosso lionato e 1 piccolo, di forma circolare internamente e quadrata all’esterno, essendo la circonferenza completata da 4 angoli retti:
\r\nHanno un diametro interno di m. 0,60 circa, un’altezza massima di m. 0,33, e una grossezza di m. 0,09.
\r\n21 frammenti di lastre di tufo circolari, senza traccia di pedarole, e a quanto sembra, appartenente a questo pozzo".
\r\nAD SSBAR, Documenti Boni, b. 18, cc.ss. 3-7.
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Collezione:
Documentazione scavi "G. Boni"