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Basilica Giulia
Basilica Julia / Basilica Iulia / Basilica Sempronia
Tipologia:
EdificioFunzione:
CivileDenominazione alternativa:
Basilica Julia / Basilica Iulia / Basilica SemproniaPeriodo:
Metà I secolo a.C., con rifacimentiDescrizione:
Edificio rettangolare (lungo metri 101 e largo metri 49) a cinque navate scandite da pilastri che sui quattro lati sostenevano due portici paralleli che racchiudevano la grande sala centrale (metri 82x18). Localizzato tra il Vicus Tuscus a ovest e il Vicus Iugarius a est, le due arterie principali che nella Roma antica collegavano il Foro Romano e il Tevere, l’edificio oggi visibile è relativo all’ultima ricostruzione, di età tardo-imperiale. Di antico rimane solamente il possente basamento, più alto ad ovest e meno ad est (per livellare la natura pendenza del terreno del terreno), i gradini di accesso e il pavimento in marmo bianco, i pilastri e le arcate in mattoni oggi visibili sono da attribuire al restauro dell’Ottocento. L’unico pilastro marmoreo con semi-colonna, ricostruito e rimesso in piedi con i restauri, è sulla fronte verso il Foro Romano. Sulle gradinate verso il Foro Romano sono visibili le tabulae lusoriae, graffiti eseguiti sul marmo degli scalini per creare “tavole” da gioco, tipo dama o tris, che venivano utilizzati dalla gente comune che sostava nella piazza per svolgere affari o passava il tempo tra un processo e l’altro. La Basilica Giulia era utilizzata come tribunale dei centumviri, assemblea rappresentativa del popolo romano in età repubblicana, le cui quattro sezioni si potevano riunire anche contemporaneamente. Lo spazio interno scandito dai pilastri poteva essere diviso da tende o tramezzi fino a creare lo spazio necessario per lo svolgimento in contemporanea di quattro diverse cause giudiziarie. Come testimoniano alcune epigrafi la basilica era anche sede di attività finanziarie. E’ noto, ad esempio, che vi fosse l’ufficio preposto a controllare i tributi della provincia di Asia. Edificio nelle sue fasi costruttive - Basilica Sempronia La prima basilica costruita in quest’area era chiamata Sempronia, in quanto costruita nel 169 a.C. dal censore Tiberio Sempronio Gracco, padre dei famosi tribuni della plebe Tiberio e Gaio, che per creare lo spazio necessario aveva fatto demolire la casa di Scipione l’Africano e le botteghe che insistevano in quella zona. Scavi archeologici eseguiti al centro della basilica negli anni sessanta hanno effettivamente trovato ad un livello di 6 metri inferiore rispetto al pavimento di età imperiale della basilica le fondazioni in blocchi di tufo, interpretabili, secondo l’archeologo Gian Filippo Carettoni, che eseguì gli scavi, come i resti della basilica Sempronia che si appoggia a strutture abitative di epoca precedente, forse proprio la domus di Scipione l’Africano. Edificio nelle sue fasi costruttive - Basilica Iulia Caio Giulio Cesare quando progettò la piazza del Foro con la nuova Curia Iulia nel 54 a.C. iniziò sul limite sud della piazza la costruzione di una basilica molto più grande di quella originaria, nacque, così, l’edificio rettangolare di notevoli proporzioni denominata Basilica Iulia, in onore del fondatore. La basilica fu inaugurata dall’imperatore Augusto e subito distrutta nell’incendio del 9 a.C., di conseguenza venne ricostruita e dedicata ai figli adottivi di Augusto, Gaio e Lucio, ma è stata ricordata sempre con il nome primitivo, Basilica Iulia. All’esterno dell’area archeologica, nell’area non scavata a sud della basilica, per la precisazione nel giardino dell’ex ospedale della Consolazione, annesso al retro della chiesa moderna di S. Maria della Consolazione, recenti sondaggi hanno rivelato la presenza di un possente podio in cementizio, probabilmente da identificare con il Templum Novum Divi Augusti, il tempio dedicato ad Augusto di età giulio-claudia, noto dalle fonti come opera iniziata dall’imperatore Tiberio e terminata da Caligola. Edificio nelle sue fasi costruttive - Età tardo-imperiale Alla fine del III secolo, dopo l’incendio del 283 d. C., la basilica fu ricostruita quasi integralmente dagli imperatori di età tetrarchica Diocleziano e Massimino, mantenendo la planimetria dell’edificio augusteo. Il fronte verso il Foro Romano doveva essere di due piani, articolati da arcate e l’aula centrale doveva avere tre livelli. I portici esterni o ambulacri furono coperti a volta, l’edificio era rivestito da marmo bianco, il pavimento degli ambulacri era pure in marmo bianco, mentre l’aula centrale era pavimentata da marmi policromi. Alla fine del IV o all’inizio del V secolo un prefetto della città di nome Probiano fece restaurare la basilica e vi trasferì alcune statue come testimoniato dalle iscrizioni dedicatorie. Durante gli scavi di L. Canina (1849-1856) che portarono in luce la Basilica Giulia, fu scoperta nell’angolo nord-ovest del portico esterno una piccola chiesa a navata unica, un oratorio realizzato tamponando le arcate delle ultime 3 campate della basilica, con piccola abside a sud e facciata sulla piazza del Foro. I resti di VI-VIII secolo, frammenti della decorazione marmorea di epoca alto-medievale e tracce di affreschi alle pareti, appartenevano ad una chiesa dedicata alla Madonna, identificabile con S. Maria in Cannapara o S. Maria in Foro, inserita a margine dei magazzini della canapa installatisi nel Medioevo nella Basilica Giulia. Il pavimento dell’edificio ecclesiastico era allo stesso livello della basilica civile romana. La chiesa, frequentata fino al IX-X secolo, seguendo la descrizione che ne diede l’archeologo R. Lanciani, doveva avere un presbiterio definito da transenne sormontate da una pergula marmorea. Nei secoli X-XI, a causa dell’innalzamento del livello che subì tutta l’area circostante, l’edificio venne soprelevato e poi forse spostato verso S. Teodoro. La chiesetta in epoca più recente, dopo il XVI secolo, quando l’area del Foro Romano subì un completo impaludamento, fu sostituita da S. Maria della Consolazione. I resti della chiesa furono demoliti nel 1882, in occasione del restauro ricostruttivo del portico in mattoni dell’angolo sud-occidentale.Bibliografia specifica:
G. Carettoni, L. Fabbini, Esplorazionì sotto la Basilica Giulia al Foro Romano, in RendLinc 16, 1961, pp. 53–60. C. F. Giuliani, P. Verduchi, s. v. Basilica Iulia, in LTUR I, 1993, pp. 177-179Geolocalizzazione
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