Monumenti
Link Copiato
Domus Flavia
Aula Regia della Domus Flavia / Larario della Domus Flavia
Tipologia:
EdificioFunzione:
ResidenzialeDenominazione alternativa:
Aula Regia della Domus Flavia / Larario della Domus FlaviaPeriodo:
Fine I secolo d.C.Descrizione:
La Domus Flavia venne realizzata in un progetto unitario che vide la costruzione prima della Domus stessa, poi di quella Augustana e infine dello Stadio. I lavori dovettero essere diretti dall’architetto Rabirio e, iniziati sotto il regno di Domiziano, dovettero concludersi nel 92 d.C. La Domus Flavia si identifica come il palazzo ufficiale e di rappresentanza, il settore pubblico della Domus Augustana. L’accesso alla struttura può avvenire da due parti: da ovest, si entra in un’aula ottagonale che è affiancata da altri ambienti con strutture in pianta abbastanza complessi. Altro ingresso invece è costituito dal ramo del criptoportico che sbuca nell’ambiente retrostante l'abside della basilica. Entrambe queste opzioni però sono da considerarsi come ingressi secondari: il principale doveva essere posto al centro del complesso costituito dalla Domus Flavia e da quella Augustana, dove andava a connettersi l’antica via detta clivus Palatinus che proveniva da nord. Il centro della struttura è costituito da un immenso peristilio rettangolare, con un portico di colonne in marmo numidico delle quali restano frammenti dei fusti, delle basi e dei capitelli, questa volta in marmo bianco. Al centro, insiste una grande fontana di forma ottagonale modernamente restaurata. Sul peristilio, in asse nord-sud, si affacciano pochi ambienti ma di grandi dimensioni. Sul lato settentrionale, al centro, vi è una sala di grandi dimensioni che fin dal settecento venne chiamata Aula Regia, la quale comunica con il peristilio tramite due porte, fra le quali vi è un’abside poco accentuata. La copertura, di un’altezza non inferiore ai 30 metri, doveva essere a capriate nascoste da un soffitto a cassettoni.Le pareti si articolano in potenti risalti che includono delle nicchie mistilinee, esempio del periodo cosiddetto del “barocco flavio”. Le statue che venivano qui ospitate dovevano essere di enormi dimensioni e realizzate in marmi colorati. La sala Regia aveva un ruolo fondamentale: qui doveva aver luogo, nei giorni di udienza, la salutationes dell’imperatore da parte di un numero elevato di persone. Il principe si sedeva nella zona dell’abside, al centro di essa in posizione di dominio e magnificenza, mentre riceveva il saluto dei convenuti. Sul lato breve della Sala Regia, a nord, un’unica porta centrale collegava l’ambiente ad un podio sopraelevato, articolato in corpi sporgenti di cui i laterali si identificano come la Basilica e il Larario. La prima è di dimensioni più modeste e oggi presenta anche elementi architettonici che originariamente non dovevano trovarsi qui. La sala, di forma rettangolare, termina a sud con una profonda abside semicircolare: una interpretazione vuole identificarla anche come Auditorium nel quale si riuniva il consiglio dell’Imperatore. Si trattava quindi di un luogo dove si decidevano concretamente la politica e l’amministrazione dell’impero. Probabilmente, l’ambiente doveva essere diviso internamente in tre navate scandite da un doppio ordine di colonne. L’altro ambiente, tradizionalmente identificato come Larario ma vi sono dubbi su questo, si apre ad est dell’Aula Regia e ha più modeste dimensioni. Probabilmente, se si immagina che l'ingresso principale del palazzo potesse avvenire qui, si può seguire la teoria per la quale questo luogo ospitasse il corpo di guardia dei pretoriani che dovevano proteggerne l’accesso. Sempre considerando il peristilio, ma questa volta il lato a sud, si può identificare una grandiosa sala affiancata da due ambienti minori. Al termine della sala è presente un’abside poco profonda affiancata da due porte che immettono in altrettanti ambienti posteriori. Sono ancora visibili alcune parti del suo pavimento marmoreo che ricopriva un sistema ad ipocausto, ossia la presenza di un doppio pavimento che, con la circolazione dell’aria calda, permetteva di riscaldare l’ambiente nel periodo invernale. Per questa caratteristica, vi si identifica un luogo per la cenatio invernale ed in particolare si ipotizza questa potesse essere la Cenatio Iovis, la famosa e grandiosa stanza da pranzo dell’imperatore. Dei due ambienti laterali simmetrici, quello a destra è sufficientemente conservato: qui, al centro, si apre una fontana ovale che poteva essere vista dall’interno della sala grazie alle grandi finestre che si aprivano sull’ambiente. Al di sotto del pavimento del periodo domizianeo, ne è stato portato alla luce un altro, più antico, da considerarsi come uno dei più notevoli esempi di pavimento marmoreo di età imperiale.Questo pregevole pavimento doveva appartenere al ninfeo di un edificio che venne ricoperto dai lavori del palazzo e che doveva appartenere alla Domus Aurea di Nerone.Bibliografia specifica:
C. F. Giuliani, Domus Flavia: Una nuova lettura, in RM 84, 1977, pp. 91–106.Geolocalizzazione
In questa scheda non sono presenti collegamenti