Monumenti
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Piazza del Foro Romano
Tipologia:
PiazzaFunzione:
CivilePeriodo:
VI secolo a.C. con continui ricacimentiDescrizione:
Il Foro Romano si trova nella valle tra il Palatino e il Campidoglio, luogo d’origine dell’urbs Roma. Per la sua posizione, fu da sempre il cuore della vita cittadina, centro politico, amministrativo e commerciale. In età arcaica, tra il X e il VII sec. a.C., la valle era caratterizzata da corsi d’acqua e sorgenti, soggetta alle piene del Tevere: un’area paludosa utilizzata come sepolcreto dagli abitanti delle colline circostanti. Dal periodo regio, a partire dal VI sec. a.C., la valle iniziò a trasformarsi: si collocano a questa fase i più antichi monumenti, come il Comitium, il Volcanal (presso l’Umbelicus urbis) e la Regia, segno che il terreno era stato parzialmente bonificato. Alla fine del VI sec. a.C., con l’ultimo re di Roma, venne costruita la Cloaca Maxima, il grande condotto fognario che rese abitabile e urbanizzabile l’area centrale della città. Da allora lo spazio pianeggiante del Foro fu progressivamente monumentalizzato. La piazza venne pavimentata con lastre di travertino sovrapposte in più fasi. La prima pavimentazione unitaria risale al I sec. a.C. (tra il 78 e il 74), insieme al rifacimento del Comitium, in occasione degli interventi voluti dal tribuno Silla. Tradizionalmente si attribuiva a Cesare un’importante fase di pavimentazione nell’ambito dei suoi lavori urbanistici, ma studi recenti hanno dimostrato che non esistono tracce di un lastricato cesariano, probabilmente perché alla sua morte i lavori erano ancora incompiuti. Il secondo livello pavimentale, oggi in parte visibile, è attribuito all’età augustea, come testimonia l’iscrizione in lettere bronzee di Lucius Naevius Surdinus, pretore urbano, che nel 12 a.C. promosse il rifacimento della piazza nel quadro dei restauri di Augusto. Analisi archeologiche recenti hanno però rivelato che la conservazione originaria delle lastre augustee è limitata alla fascia intorno all’iscrizione, mentre altre aree del lastricato appartengono a rifacimenti di epoca severiana. L’ultimo lastricato unitario risale infatti al 203 d.C., durante il regno di Settimio Severo, ed è quello che ha continuato a subire rilavorazioni e riparazioni fino a oggi. Quasi al centro della piazza, poco a est del Lacus Curtius, si trova una depressione rettangolare profonda circa un metro. Per lungo tempo questo spazio è stato identificato con il sito dell’Equus Domitiani, la statua equestre in bronzo eretta nel 91 d.C. e raffigurata anche in una moneta. La statua mostrava Domiziano a cavallo, con la zampa anteriore sollevata, sotto la quale era rappresentato il fiume Reno, a ricordo delle vittorie in Germania. Tre blocchi di travertino incavati, inseriti nelle fondazioni di cemento, sono stati interpretati come alloggiamenti per i supporti metallici delle zampe. Tuttavia, studi recenti collocano l’Equus Domitiani poco più a nord, al centro esatto del Foro, dove la pavimentazione mostra tracce di rimaneggiamenti. Il monumento fu comunque abbattuto subito dopo l’assassinio dell’imperatore nel 96 d.C., e il basamento forse riutilizzato. Secondo un’ipotesi alternativa, i resti visibili sarebbero quelli della Doliola, deposito sacro in cui, al momento del sacco gallico, furono sepolti i vasi dedicati a Vesta. In effetti, Giacomo Boni rinvenne proprio qui diversi vasi databili al VII sec. a.C., conservati all’interno di una teca in pietra immersa nel cemento di fondazione.Bibliografia specifica:
F. Coarelli, Il Foro Romano periodo arcaico, Roma 1983, pp. 11-49 F. Coarelli, “s.v. Ficus Ruminalis”, in LTUR II, Roma 1995, pp. 249 C.F. Giuliani- Verduchi P., Foro Romano. L’area centrale, Firenze 1980 C.F. Giuliani- Verduchi P., “s.v. Forum Romanum (età tarda)”, in LTUR II, Roma 1995, pp. 342-345 C.F. Giuliani, “s.v. Equus Domitianus”, in LTUR II, Roma 1995, pp. 228-229 Ch. Huelsen, I più recenti scavi nel Foro Romano (Appendice all’opera il Foro Romano, 1905), Roma 1910 Ch. Huelsen, Il Foro Romano. Storia e monumenti, Roma 1982 N. Purcell, “s.v. Forum Romanum”, in LTUR II, Roma 1995, pp. 336-342 C. F. Giuliani, s. v. Equus: Domitianus, in LTUR II, 1995, pp. 228-229Geolocalizzazione
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