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Tempio di Vesta
Sacrario di Vesta
Tipologia:
EdificioFunzione:
SacraDenominazione alternativa:
Sacrario di VestaPeriodo:
VII secolo a.C., forme attuali rifacimento fine II secolo d.C.Descrizione:
Il Santuario dedicato alla Dea Vesta, uno dei più antichi ed importanti di Roma, sorgeva sul lato meridionale della via Sacra, di fronte alla Regia. Il Santuario creava un unicum con la Casa delle Vestali e veniva identificato come Atrium Vestae. La funzione di questo luogo sacro corrispondeva a quella del focolare di stato: nel periodo repubblicano il compito di custodirlo venne affidato ad un gruppo di sacerdotesse chiamate Vestali (l’unico sacerdozio femminile di Roma). Il culto era fortemente legato al tema domestico e alle Vestali toccava il compito di prendersi cura del fuoco sacro e di compiere altri riti inerenti a questa tematica. Anticamente le dimensioni dell’Atrium Vestae erano notevolmente inferiori rispetto all’attuale e la struttura era orientata secondo i punti cardinali. Lo spazio si identificava come un cortile adiacente al Tempio di Vesta a sud del quale insistevano sei stanze, probabilmente una per ogni Vestale dedita al culto. Lo spazio era anticamente recintato ed unito all’abitazione delle Vestali. L’ingresso allo spazio si è sempre trovato ad est. Nell’area antistante al tempio sono stati scavati due pozzi (VII e IV secolo a.C.) che erano stati riempiti con materiale votivo per la Dea. La forma attuale si deve all’ultimo restauro voluto nel 191 d.C. da Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo, a seguito di un rovinoso incendio. Attualmente è visibile un podio in opera cementizia (di 15 metri di diametro circa) rivestito di marmo; si addossano su di esso le basi che sostenevano il colonnato corinzio. Il perpetuo fuoco sacro ardeva all’interno della cella circolare che presentava il tetto conico e aperto al centro per permettere al fumo del fuoco di fuoriuscire. Alcuni decenni fa venne rialzata una parte marmorea utilizzando sia pezzi originali che elementi in travertino. All’interno del tempio doveva essere presente il penus Vestae dove venivano conservati gli oggetti che Enea, secondo la tradizione, avrebbe portato con sé da Troia, come simbolo universale del pegno dell’impero universale promesso a Roma. Questo luogo era accessibile unicamente alle Vestali: si potrebbe identificarlo con una cavità trapezoidale di 2,40x2,40 metri che si apre nel podio e che era accessibile solo dalla cella.Bibliografia specifica:
F. Caprioli Vesta Aeterna: L’Aedes Vestae e la sua decorazione architettonica, Roma 2007.Geolocalizzazione
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