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Fonte di Giuturna
Fons Iuturnae / Sacrario di Giuturna / Sacello di Giuturna
Tipologia:
FontanaFunzione:
SacraDenominazione alternativa:
Fons Iuturnae / Sacrario di Giuturna / Sacello di GiuturnaDescrizione:
Il Lacus Iuturnae è una sorgente naturale localizzata nel Foro Romano, tra il Tempio dei Castori o Dioscuri e il Tempio di Vesta - Casa delle Vestali, dedicata alla ninfa Giuturna, divinità delle acque. Giuturna, secondo la leggenda era una ninfa, personificazione stessa della fonte, sorella del re Turno. Turno era il re dei Rutuli di Ardea, figlio di Dauno e della ninfa Venilia, secondo la tradizione etrusco-romana. L’aspetto odierno si deve ai restauri compiuti nel 1999 dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma con cui si è voluto ripristinare l’aspetto e la funzionalità del bacino. La base rettangolare a rilievo che si vede al centro della fonte era probabilmente il piedistallo per il gruppo statuario dei Dioscuri trovati in frammenti durante gli scavi di inizio Novecento ed ora conservati all’Antiquarium Forense. La base in situ è un calco dell’originale che si trova nel Antiquarium, si data in età traianea e raffigura sul lato posto verso il Foro i Dioscuri, sui lati corti, rispettivamente ad est e ovest, i loro genitori Giove e Leda e a sud Giuturna. Il pozzo marmoreo antistante la fonte ha una doppia iscrizione col nome di Marco Barbazio Pollione, magistrato dell’epoca augustea. Davanti al pozzo è visibile un'ara datata al III secolo d.C.,con una raffigurazione che senco alcuni studiosi si può riferire a Giuturna e Turno. La sorgente d’acqua, considerata anche curativa, era nota da tempi antichissimi, fonte di approvvigionamento fondamentale dell’insediamento in età arcaica assieme al Lacus Curtius. Fu monumentalizzata in età repubblicana e dalle origini collegata al Tempio dei Castori e alla leggenda dei Dioscuri (o Castori) che qui si sarebbero fermati per far bere i cavalli in occasione dell’annuncio della vittoria presso il Lago Regillo contro i Latini (499 a.C.). Tracce sicure di una prima monumentalizzazione si hanno a partire dal 168 a.C. In questa data il console Lucius Aemilius Paullus, come voto per il felice esito della battaglia di Pidna, fa erigere nella fonte due statue dei Dioscuri (nell’Antiquarium Forense): le strutture in opera incerta che delimitano un bacino rettangolare possono essere ascritte a questa fase. Nel 117 a.C., anno dell’inaugurazione del Tempio dei Castori ad opera di Metello, la fonte fu ricostruita in forma quadrata con murature in opera quasi reticolata (ca. m 7.5 di lato), al centro fu posta la base rettangolare a rilievo. In età augustea la vasca fu rimpicciolita (m 5 di lato), il bordo rialzato e le pareti foderate con marmo bianco. Nei pressi della vasca, a ridosso del complesso della Domus Tiberiana, con orientamento sull’antica via Nova, si nota anche un piccolo Tempio con iscrizione dedicatoria a Iuturna e colonne ioniche. Il tempietto si data ad età traianea. Sul retro del bacino, verso est, sono venute in luce una serie di piccole stanze interpretate come ambienti della statio aquarum ovvero dell’ufficio degli acquedotti, come testimoniano le iscrizioni di IV secolo d.C. trovate in situ. In età tardo-antica non è escluso che il luogo possa aver assunto la funzione di alloggio di malati che dovevano giovarsi delle proprietà curative della fonte.Bibliografia specifica:
F. Coarelli, La Fonte di Giuturna,Roma., Roma 1986, pp. 70-72 Ch. Huelsen., Il Foro Romano: storia e monumenti, Roma 1905 I. von Kampen, Il Foro Romano. L’area occidentale, in Roma Archeologica. Guida alle antichità della città eterna. Primo itinerario, Roma 1999, p. 36Geolocalizzazione
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