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Tempio del Divo Giulio
Tempio di Cesare / Tempio Divo Giulio
Tipologia:
TempioFunzione:
SacraDenominazione alternativa:
Tempio di Cesare / Tempio Divo GiulioPeriodo:
Fine I secolo a.C.Descrizione:
Il Tempio chiude la piazza del Foro sul lato orientale, tra la Basilica Emilia e l’Arco di Augusto. Oggi rimangono solo i resti della base del podio in struttura cementizia, mentre i muri della cella che erano in blocchi di tufo furono asportati nel XV secolo. Sul lato verso la piazza del Foro si osserva un muro di restauro in cui è conservato parte dell’emiciclo, un muro di forma semi-circolare, dentro il quale si trova l’altare circolare, costruito sul luogo dove secondo la leggenda il corpo di Cesare fu cremato e dove si conservava l’ara con le ceneri del defunto. Ciò che rimane è la struttura interna in opera cementizia del podio del tempio, un alto basamento che sosteneva l’edificio templare vero e proprio di cui non si conserva nulla. L’aspetto attuale è dovuto al restauro fatto eseguire da Alfonso Bartoli all’inizio del Novecento che ha ricostruito il lato frontale del podio, mostrando in alto i resti della decorazione architettonica in marmo di età augustea. Una singolare abitudine vuole che, ancora a tutt’oggi, i visitatori depongano dei fiori sul luogo, di solito nella ricorrenza della morte che avvenne il 15 marzo del 44 a.C. (idi di marzo), per commemorare l’uccisione del princeps Giulio Cesare. Dopo l’assassinio di Cesare, avvenuto nella Curia di Pompeo in Campo Marzio, il cadavere fu portato al Foro Romano vicino alla Regia, che era la sede ufficiale del dittatore che rivestiva anche la carica religiosa di pontefice massimo. Qui il corpo fu cremato e innalzata una colonna in onore del padre della patria. L’originaria colonna fu poi sostituita dal tempio vero e proprio. Il tempio fu costruito dall’imperatore Ottaviano Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e dedicato nel 29 a.C, in onore del Divo Giulio, ossia di Giulio Cesare divinizzato dopo la sua uccisione. L’aspetto originario del tempio è noto grazie alle monete: era di ordine corinzio, strutturato in una cella rettangolare con 6 colonne sulla fronte e 2 sui lati lunghi, rivestito di blocchi di pietra e marmo. La statua di culto all’interno della cella rappresentava Cesare con una stella d’oro sulla fronte. L’imperatore Augusto quando costruì il tempio mantenne e rispettò il primitivo altare circolare, costruito all’epoca del triumvirato di Ottaviano Augusto (egli stesso), Lepido e Antonio nel 42 a.C., facendo erigere al livello del basamento del tempio, l’emiciclo, il muro semicircolare che ancor oggi delimita l’antico altare. Nel IV secolo d.C. l’emiciclo e l’altare furono resi parzialmente invisibili dalla piazza del Foro in quanto di fronte al tempio fu costruito l’edificio indipendente dei Rostra ad Divum Iulium o Rostra Diocletiani.Bibliografia specifica:
C. Huelsen, Il Foro Romano, Roma 1906 F. Coarelli, Il Foro Romano, Roma 1980, pp. 75-76 P. Gros., s.v. Iulius, Divus, Aedes, in LTUR III, 1996, pp. 116-119 F. Coarelli, s.v. Rostra (età repubblicana), in LTUR III, 1996, pp. 116-119Geolocalizzazione
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