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Tempio di Venere e Roma
Tipologia:
TempioFunzione:
SacraPeriodo:
Seconda metà II secolo d.C., con rifacimento all'inizio del IVDescrizione:
Nello spazio compreso fra la Basilica di Massenzio e la Valle del Colosseo, dove precedentemente sorgeva l’atrio della Domus Aurea neroniana, l’imperatore Adriano fece costruire un grandioso tempio che dedicò a Venere e Roma nel 135 d.C. Il tempio venne realizzato su un imponente podio di 145 metri di lunghezza e 100 di larghezza: le sue dimensioni imponenti lo rendono uno degli edifici di culto più grandi della Roma antica. Le sue forme richiamavano quelle greche, tipiche della moda ellenizzante del periodo adrianeo. Sui lati lunghi del podio l’area era delimitata da due doppi colonnati di granito grigio (alcune colonne sono ancora superstiti) che racchiudevano l’area sacra e che si aprivano al centro in due propilei. La struttura occupava la parte centrale del grande portico ed era costituito da due celle che condividevano la parete di fondo, ma erano orientate in senso opposto. L’aspetto attuale delle celle che presentano absidi e copertura a volta, non rispecchia le forme originarie, nelle quali queste non erano absidate ed erano coperte da travature in piano, ma furono il risultato di un restauro promosso da Massenzio in seguito ad un incendio del 307 d.C. Delle due celle, la meglio conservata è quella rivolta ad Ovest, verso il Foro, e dedicata alla dea Roma: si possono ancora ammirare le grandi colonne di porfido che scandiscono le pareti e la zona dell’abside che ospitava la statua della divinità. Oggi di quest’ultima rimane solo il basamento in mattoni. Le nicchie che dovevano ospitare le statue erano inquadrate da colonne di più piccole dimensioni, in porfido, poste su delle mensole. Il pavimento doveva essere ricoperto in marmi policromi mentre il soffitto era decorato con cassettoni stuccati. Conclude l’ambiente lo spazio del catino absidale. Orientata in senso opposto, e questa volta dedicata a Venere, è l’altra cella, che risulta però mal conservata rispetto alla precedente.Bibliografia specifica:
A. Barattolo., Il tempio di Venere e Roma: un tempio greco nell’Urbe, in RM 85, 1978, pp. 397-410 A. Cassatella, S. Panella , Restituzione dell’impianto adrianeo del Tempio di Venere e Roma, in ArchLaz 10, 1990, pp. 52-54 C. Del Monti (a cura di), Il tempio di Venere e Roma nella storia, Roma 2010 S. Lorenzatti, Vicende del tempio di Venere e Roma nel Medioevo e nel Rinascimento, in RIASA 13, 1990, pp. 119-138. D. Palombi, V. Astolfi, A. Grazian, La forma della Velia. Geologia, morfologia e immagine di un colle di Roma antica, in Scienze dell'Antichità27,1, 2021, pp. 123-162 S. Panella, Scavo nella platea del tempio di Venere e Roma, in Bietti Sestieri A.M. (a cura di), Roma. Archeologia nel centro I. L’area archeologica centrale, Roma 1985, pp. 106-112.Geolocalizzazione
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