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Colonna di Foca
Columna Focae
Tipologia:
Monumento onorarioFunzione:
CelebrativaDenominazione alternativa:
Columna FocaeEntità:
Piazza del Foro RomanoPeriodo:
Inizio VII secolo d.C:Descrizione:
Attualmente si riconosce facilmente in quanto è la più alta delle colonne presenti sulla piazza del Foro. E’ una colonna ionica di marmo bianco con capitello corinzio. La colonna originaria è databile al II secolo d.C. ed è stata riutilizzata in epoca successiva per dar vita al monumento onorario. L’iscrizione incisa sulla base nord, sul lato verso la Curia, ricorda che fu eretta nel 608 dall’esarca d’Italia Smaragdo in onore dell’imperatore d’Oriente Foca (602-610), “ottimo, clementissimo e piissimo principe” (CIL VI 1200). Foca, in realtà, era un soldato dell’esercito bizantino che aveva conquistato il trono dell’impero capeggiando una rivolta di militari e massacrando l’intera famiglia imperiale regnante, instaurando così, uno dei regimi di terrore più feroce della storia bizantina; fu, però, molto amato a Roma perché inaugurò con papa Gregorio I (590-604) una politica di fedeltà assoluta e collaborazione con il governo ecclesiastico dell’Urbe. La dedica si riferisce solo alla statua dell’imperatore posta in cima alla colonna, che era completamente dorata, ma è stata sovrapposta ad un’iscrizione precedente, raschiata, che doveva portare l’originale dicitura dedicatoria della colonna, forse da riferire all’epoca dell’imperatore Teodosio (379-395) o più probabilmente a Diocleziano (284-305). La struttura dell’alto basamento in mattoni, che come le colonne onorarie, fu realizzato eliminando il selciato in travertino del pavimento della piazza del Foro, è da mettere in relazione con la fase di ristrutturazione generale del Foro voluta dall’imperatore Diocleziano (284-305 d.C.) che impiantò la serie delle sette colonne onorarie sul lato sud, i Rostri Diocletiani sul lato est e restaurò i Rostra Augusti e la Curia Giulia. Con probabilità, quindi, la struttura, che nel VII secolo fu utilizzata per inserire la dedica all’imperatore Foca, era in origine un monumento in onore di Diocleziano che fu completamente riciclato. Le gradinate in blocchi di marmo disposti a piramide, ancora visibili sui lati sud ed est, sono quelli del VII secolo. Parte della scalinata fu rimossa durante gli scavi di inizio Novecento per consentire la lettura dell’iscrizione a L. Naevius Surdinus sulle lastre pavimentali in travertino della piazza del Foro, che ha permesso di datare la pavimentazione ad epoca augustea. Ha un valore simbolico molto importante in quanto fu l’ultimo monumento eretto nel Foro Romano per motivi ufficiali. Dal X secolo l’area della piazza si interrò e i livelli del terreno circostante si alzarono notevolmente per tutto il Medioevo a causa delle frequenti inondazioni del Tevere e della mancata manutenzione, la colonna di Foca rimase per parecchi secoli uno dei monumenti di cui spiccava il fusto rappresentato in molte stampe antiche. L’interro medievale e moderno sopra il lastricato del foro raggiunse circa 9 metri intorno alla colonna e fu eliminato durante gli scavi che iniziarono nel 1813 e completati nella seconda metà dell’Ottocento. E’ abbastanza probabile che il Tempio dei Castori fosse già in disuso e forse in abbandono nel IV secolo d.C., dato che da una parte non sono noti restauri nel basso impero, e soprattutto elementi decorativi e materiali del tempio vennero riutilizzati in strutture murarie di IV secolo nell’area della fonte di Giuturna.Bibliografia specifica:
C. F. Giuliani, P. Verduchi, L'area centrale del Foro Romano , Firenze 1987Geolocalizzazione
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