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Tempio della Magna Mater
Tipologia:
TempioFunzione:
SacraPeriodo:
Fine III secolo a.C., con rifacimentiDescrizione:
L’introduzione a Roma del culto della Magna Mater, la Grande Madre Cibele, avvenne nel 204 a.C. La proposta di fare ciò nacque dopo la consultazione dei Libri Sibyllini, a seguito degli eventi connessi con la seconda guerra punica. La dea era venerata a Pessinus, nell’Asia Centrale Minore, sotto forma aniconica di una pietra nera (probabilmente un meteorite) a forma di a forma di cono allungato. Il nuovo tempio fu poi costruito sul Palatino all'interno del pomerium un’eventualità eccezionale ma forse ammissibile perché la dea non era considerata straniera, poiché proveniva dalla Troade La costruzione iniziò nel 204 e fu terminata solo nel 191. La dedica avvenne l’11 aprile e fu l'occasione per la prima celebrazione dei Ludi Megalenses, durante i quali vennero presentate, tra le altre, alcune delle migliori opere di Plauto e Terenzio. Sappiamo che l’edificio andò a fuoco due volte: nel 111 a.C., quando fu restaurato da un membro della famiglia Metello (probabilmente C. Caecilius Metellus Caprarius, console del 113), e di nuovo nel 3 d.C., quando fu ricostruito da Augusto. Il tempio è identificato in modo sicuro con imponenti resti che si trovano tra le capanne arcaiche e la Domus Tiberiana, nelle immediate vicinanze della Casa di Augusto. Nelle vicinanze fu trovata, infatti una statua della dea (oggi esposta nell'Antiquarium Antiquarium Palatino), così come delle iscrizioni menzionanti la Magna Mater. Scavi recenti hanno contributo a chiarire diverse incertezze cronologiche e strutturali del monumento. Le fondazioni del tempio, in opus incertum, sono probabilmente risalenti all’impianto originario di inizio II secolo a.C. Restauri in opus reticulatum sono testimoni della fase successiva all’incendio del 111, mentre le colonne in peperino con i capitelli corinzi sono attribuite alla fase augustea. Negli stessi scavi sono state recuperate anche una notevole quantità di terrecotte votive associate alla prima fase del tempio, che hanno permesso di far luce su interessanti caratteristiche del culto, come la presenza di Attis accanto a Cibile, fin dalla prima fase del santuario. Un rilievo di epoca Claudia, oggi murato nella facciata interna di Villa Medici, rappresenta probabilmente la fronte dell’edificio, che era un prostilo corinzio esastilo a cui si accedeva da una ripida scalinataBibliografia specifica:
P. Pensabene, Venticinque anni di ricerche sul Palatino: i santuari e il sistema sostruttivo dell'area sud ovest, in Archeologia Classica 53, 2002, pp. 1-72Geolocalizzazione
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