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Via della Consolazione
Descrizione:
Nella seconda metà degli anni Settanta del XX secolo, nell’ambito della discussione su di un nuovo assetto dell’area dei Fori Imperiali e in ragione della pressante esigenza di conservazione del patrimonio archeologico, esposto al danneggiamento e al rapido decadimento derivanti dall’elevato grado di inquinamento atmosferico, si arrivò alla riduzione e poi all’eliminazione sostanziale del traffico veicolare nell’area. Il primo intervento in questo senso, inteso alla riduzione delle fonti di inquinamento, fu il divieto di transito automobilistico sulla strada che attraversava il Foro alle pendici del Campidoglio: la via del Foro Romano, talvolta ricordata come via della Consolazione. La limitazione, avvenuta nel 1979, favorì il progetto di rimozione della strada per unificare le due parti dell’area monumentale e per restaurare il Clivo capitolino. Nel 1981, sotto la direzione di Gabriella Maetzke, presero avvio i lavori di scavo archeologico con l’eliminazione della strada e del terrapieno costruiti nel 1940, che a loro volta avevano abbassato e ampliato il terrapieno costituito nel 1882. Gli scavi archeologici, denominati Via del Foro Romano (VFR), portarono al ripristino del collegamento tra la piazza del Foro Romano con il Campidoglio rimettendo in luce il clivo Capitolino, naturale via di accesso al colle dalle pendici meridionali dello stesso, il basamento del Tempio della Concordia, i fianchi del tempio di Vespasiano e Tito, del Tempio di Saturno e del Portico degli Dei Consenti. Si ebbe l’opportunità di indagare la zona retrostante il Tempio di Saturno, eseguendo uno scavo estensivo completo in uno degli ultimi settori del Foro non toccati dagli scavi ottocenteschi, restituendo uno spaccato di una zona di Roma e offrendo la possibilità di seguirne l’evoluzione dal periodo romano sino al XX secolo. Venne messo in luce un esempio di continuità topografica, quello del vico Iugario, che a partire dall’età protostorica fino ai nostri giorni costituisce il collegamento tra la valle del Foro e il Tevere, costeggiando il Velabro. A seguire, la Direzione Scientifica venne assunta dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, nelle persone di Ida Sciortino e di Elisabetta Segala; tra le risultanze dello scavo, denominato Forum North West (FNW), bisogna menzionare il deposito votivo del clivo Capitolino scavato tra il 1984 e il 1994, attribuito all’ara Saturni imo clivo Capitolino, chiuso alla fine del VI secolo a.C. e forte di oltre 500 reperti.Bibliografia specifica:
G. Maetzke, La struttura stratigrafica dell'area occidentale del Foro Romano come appare dai recenti interventi di scavo, ArchMed XVIII, 1991, pp. 43-200. I. Sciortino, Roma, Foro Romano. Il deposito votivo presso il Clivo Capitolino, in Depositi Votivi e culti dell’Italia antica dall’età arcaica a quella tardo-repubblicana (Atti del Convegno di Studi Perugia, 1-4 giugno 2000), Bari 2005.Geolocalizzazione
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