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elmo
OGGETTO
Definizione:
elmoCategoria - classe e produzione:
Strumenti, utensili e oggetti d'uso/Armi armatureINVENTARIO DI MUSEO O SOPRINTENDENZA
Numero:
21.M324-1.1038DESCRIZIONE
Indicazioni sull'oggetto:
Elmo in bronzo fuso con costolature e porta pennacchio in ferro. L'elmo è piuttosto alto, a calotta emisferica e corpo cilindrico leggermente svasato verso la base che presenta un listello rilevato di rinforzo. Sulla sommità è presente un disco con al centro un cilindro cavo, in parte mancante, per il pennacchio Il disco raccorda 12 costolature rastremate verso il basso dove appaiono fermate da un chiodino. Le costolature sono in parte cadute ma ne rimane traccia nell'ossidazione del bronzo. In corrispondenza di una costolatura, sul frontale dell'elmo sono realizzati in rilievo due piccoli occhi con sopracciglia e naso, forse in altro metallo a giudicare dall'ossidazione. L'elmo appare schiacciato nella parte inferiore forse ritualmente.Classe di appartenenza:
Classe di appartenenza:
nullTipo di caratteri:
nullStemmi, emblemi, marchi
Notizie storico-critiche:
L'elmo appartiene al gruppo piuttosto disomogeneo degli elmi etrusco-italici precedente alla standardizzazione dei tipi e non trova precisi confronti. Per la forma esso sembra rappresentare un attardamento del tipo con falda rinforzata, in particolare della variante Montegiorgio Piceno, diffuso nell'Italia centrale a partire dalla metà del VII secolo a.C. Questi elmi presentano di solito sulla cupola delle borchie e due appendici funzionali a reggere una cresta longitudinale e sono un poco più svasati. Mentre le costolature e il porta pennacchio in ferro non trovano apparentemente nessun confronto il decoro con gli "occhietti" del frontale trova confronto con alcuni elmi del tipo Nagau quali quello della Tomba del Guerriero di Lanuvio del tardo VI inizi del V a.C. considerato un superbo pezzo della toreutica etrusca forse vulcente. L'esemplare sembra comunque rappresentare un unicum e dopo il restauro sarà possibile aggiornare i confronti. Data la probabile deformazione rituale e la coincidenza temporale con le 2 battaglie di Veio del 480 e del 475 e quella del Cremera del 477 a.C. non si può escludere una relazione dell'elmo con uno di questi eventi. Riguardo la provenienza appare probabile che esso facesse parte del contesto di una delle Favisse scavate dal Boni data la attestazione di un cospicuo nucleo di materiali coevi conservati nel magazzino della Voltina e in quello ex Schifano.In questa scheda non sono presenti collegamenti